Carissimo collega,
si è appena conclusa la tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine che rimarrà in carica fino al 2013 e, in qualità di neo Presidente, ti invio questa breve nota sugli obiettivi programmatici che è mia intenzione sviluppare durante il mandato.
Nel nuovo Consiglio sono stati eletti sei nuovi colleghi che, a garanzia di un forte ricambio, daranno ulteriore slancio e energia alla funzione dell’Ordine verso gli iscritti ed è stata riconfermata l’importante e preziosa presenza femminile.
Continueremo a coltivare la fitta rete di relazioni che abbiamo instaurato sia con i colleghi del Triveneto sia nelle sedi romane del Consiglio Nazionale, dove il nostro Ordine è stato protagonista guadagnandosi una posizione di prestigio e considerazione.
In questo momento particolarmente difficile per la categoria ritengo indispensabile che il Consiglio curi in particolare modo i rapporti con gli Enti Pubblici (PAT, Comuni, ITEA, APSS) proseguendo in quella difficile ma paziente azione di dialogo che in questi anni abbiamo coltivato.
Ricordo che solamente con la Provincia siamo riusciti, con la convenzione in essere, a concertare regole chiare per l’assegnazione degli incarichi garantendo lo sviluppo professionale dei tecnici locali e quindi la giusta ricaduta di lavoro sul territorio.
Altri Enti Pubblici, hanno preferito mirare a un presunto tornaconto economico privilegiando il massimo ribasso senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze per la cosa pubblica.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nei comuni ormai lavorano quasi esclusivamente società e studi provenienti da fuori Provincia.
Con numerosi ricorsi al TAR abbiamo cercato di tamponare la situazione stroncando sul nascere alcune bizzarre interpretazioni delle norme sugli affidamenti di servizi che zelanti Amministratori con la loro fantasia traducevano in bandi di gara più o meno illegittimi.
Abbiamo però tutti il dovere e la responsabilità di intervenire cercando di salvaguardare il patrimonio intellettuale dei professionisti locali e il livello di occupazione che i loro studi garantiscono.
Si sta giustamente sostenendo il mondo imprenditoriale con leggi ad hoc per contrastare l’emergenza dovuta alla crisi economica ma non mi pare che con altrettanta attenzione si guardi ai problemi delle libere professioni, ormai anch’esse realtà economica importante.
Serve una maggiore condivisione di intenti fra tutti gli ingegneri, una maggiore responsabilità e credibilità nei comportamenti creando una squadra vincente nel rifiuto del sistema patologico che con il decreto Bersani si è venuto a creare.
E’ sotto gli occhi di tutti il completo fallimento dell’impostazione del decreto stesso che ha solamente contribuito ad innalzare il livello di contenziosi demolendo il sacrosanto rapporto fiduciario che deve esistere fra committente e professionista e dilatando i tempi di assegnazione degli incarichi con spreco di denaro pubblico per commissioni e burocrazia varia.
E’ il momento di alzare in modo civile e educato la nostra voce per indurre a riflettere il mondo politico sul ruolo sociale che riveste la nostra categoria, cercando di modificare l’assetto legislativo sugli incarichi e sullo snellimento delle varie pratiche che in questo momento stanno svilendo l’essere ingegnere.
Cerchiamo di lavorare tutti per il bene della cosa comune e non solo per il guadagno. Fare l’ingegnere deve essere un onore per noi che con il nostro servizio al cittadino dobbiamo garantire un miglior stile di vita basato sulla sicurezza, sulla bellezza della forma e sulla corretta funzione delle cose progettate.
Vorrei infine ringraziare Alberto Salizzoni, Presidente uscente, che con la sua dedizione e amore per la carica ricoperta è riuscito a dare un forte e nuovo impulso all’attività e al ruolo politico dell’Ordine. Con la nascita della Fondazione L. Negrelli, da lui fortemente voluta, potremmo così ampliare la gamma di proposte agli iscritti creando una sorta di società di servizi, quali assistenza legale, fiscale, assicurativa, formazione.

Il Presidente
Ing. Antonio Armani