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Cari Colleghi, l’anno appena passato ha palesato anche nel nostro mondo i risvolti di una crisi economica e di valori della quale non si intravede la fine. In tale contesto il nostro “ruolo sociale” ci deve spingere ad affrontare gli eventi in modo sereno ma con fermezza attuando iniziative che possano aiutare a uscire dalla crisi stessa. La ripartenza del sistema ingegneria contribuirà a garantire una solida ripresa dell’economia del settore delle costruzioni e dobbiamo essere pronti a coglierne le opportunità riscoprendo anche nuovi scenari oltre alla nostra Provincia. Il sistema normativo dei lavori pubblici, così come è stato concepito a livello nazionale e europeo, ha aumentato la burocrazia, ha tagliato fuori dal mercato i giovani, ha messo in crisi gli studi strutturati che garantivano occupazione locale tramandando alle nuove generazioni una scuola e un modo di lavorare. Ormai il sistema si è rotto e il futuro appare sicuramente non roseo per i nuovi ingegneri. Abbiamo quindi il dovere di denunciare le aberrazioni e le contraddizioni del nuovo sistema cercando di operare, almeno a livello locale, in sintonia col legislatore provinciale per salvare quel poco che si può ancora salvare. In tal senso, dopo la ratifica nell’Assemblea annuale del codice etico e d’onore, siamo stati investiti di una ulteriore responsabilità che ci ha visto intervenire direttamente presso le Pubbliche Amministrazioni per convincerle a recedere da comportamenti in contrasto con la convenzione stipulata fra Ordini e PAT nel 2006. In questi mesi abbiamo potuto constatare con immensa soddisfazione che il gruppo c’è , che siamo riusciti a fare un po’ più squadra rispetto al passato e i risultati si sono visti. Abbiamo avuto più credibilità nei confronti dei nostri interlocutori e il risultato eclatante è stato il documento pre-natalizio qui allegato, a firma del Governatore Dellai che sancisce una volta per tutte la validità e il rispetto della convenzione stessa da parte di tutti i Servizi della PAT e degli Enti funzionali e Società controllate. Con tale documento ognuno di noi si deve sentire tutelato e difeso da chi con ostinatezza offre interpretazioni personali della normativa in tema di affidamento di incarichi di progettazione e direzione lavori e al tempo stesso non dà più alibi a chi fino ad ora è sceso a compromessi per garantirsi l’incarico.
Nel mese di gennaio dovrebbe essere definito il nuovo regolamento provinciale dei LL.PP. scaturito da una intensa attività di concertazione fra tutte le parti interessate e che ci ha visto protagonisti al tavolo appalti con formulazione di proposte concrete che con trepidazione attendiamo vengano recepite. Nel frattempo abbiamo stipulato una convenzione con l’Università di Trento , la PAT e gli Ordini di Verona e Bolzano, per la sperimentazione di un tirocinio qualificato per i giovani laureati che in questo modo potranno prendere contatto con il mondo del lavoro e potranno affrontare un esame di Stato che sarà più inerente la professione piuttosto che una ripetizione di materie di esame. Sempre su nostra iniziativa abbiamo dato vita al portale per la vetrina dei curricula professionali certificati e non (www.qing.it) . Tale servizio sarà recepito nel regolamento ll.pp. della PAT quale possibile strumento per gli affidamenti di incarichi. Gli ingegneri sono inoltre presenti attivamente su tutti i tavoli tecnici proposti dall’Ente Pubblico in quanto riconosciuti parte indispensabile per un corretto approccio alle normative tecniche. Abbiamo inoltre avviato l’iter affinché l’Ordine possa diventare Ente mediatore all’interno della conciliazione civile e siamo presenti a livello nazionale nelle commissioni lavori pubblici e protezione civile presso il CNI, portiamo l’esperienza locale a livello nazionale. Moltissimo è stato fatto e molto abbiamo in programma di fare, ma il tutto potrà essere vanificato se il nuovo governo, con la liberalizzazione del mercato, farà piazza pulita degli Ordini professionali, aprendo di fatto l’ingegneria alla finanza e al mercato nudo e crudo e senza regole. Quello che stiamo vivendo è un momento drammatico per i lavori intellettuali che sono ormai dichiaratamente considerati un ostacolo alla crescita, sia da Confindustria che dal Governo.
Dobbiamo ribellarci tutti assieme a questa logica aberrante, anche eventualmente ricorrendo a proteste eclatanti concertate con altri Ordini e Collegi, quali per esempio il ritiro di tutti i tecnici dalle commissioni edilizie e tecniche della P.A. facendo emergere l’importanza del nostro ruolo nella società. Il mercimonio della professione è oggi palese, e dobbiamo culturalmente rifiutarlo. Non abbiamo barriere all’accesso alla professione, l’88% dei candidati supera l’esame di Stato. Siamo di fatto già liberalizzati dalla Legge Bersani 2006, non ci sono tariffe minime inderogabili. Non abbiamo impedimenti alla pubblicità. Non vogliamo in futuro essere burattini nelle mani della finanza ma vogliamo essere indipendenti a tutela della committenza pubblica e privata. Non siamo, come ci accusano, lobby che si tramanda da generazioni gli studi professionali, al contrario di molte aziende italiane in mano da generazioni alla stessa famiglia.
Per questo dobbiamo essere sempre più uniti, più categoria, non guardando ciascuno solo al proprio tornaconto ma pensando che il nostro futuro e quello dei giovani dipende dalla nostra determinazione e fermezza nella difesa del nostro ruolo.
Nel porgerVi i più sentiti auguri per un nuovo anno, che auspico ricco di soddisfazioni e soprattutto di serenità, Vi garantisco che l’impegno del Consiglio che rappresento sarà sempre massimo a difesa del ruolo che l’ingegnere deve avere nella società a garanzia dello sviluppo tecnologico del Paese.
Buon Anno!
Il Presidente
ing. Antonio Armani
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